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LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA - NUOVA FORMA STRAGIUDIZIALE DI RISOLUZIONE DEI CONFLITTI

Il d.l. n. 132/2014, convertito nella l. n. 162/2014, ha introdotto l'istituto della NEGOZIAZIONE ASSISTITA, quale forma stragiudiziale di risoluzione dei conflitti, difatti l'articolo 2 della stessa normativa la definisce "... un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealta' per risolvere in via amichevole la controversia tramite l'assistenza di avvocati...".

Trattasi pertanto di un istituto atto a ridurre il numero dei contenziosi nelle aule dei tribunali di tutta Italia confidando nello spirito di cooperazione dei soggetti coinvolti.

Secondo il comma 2 dell'art.2 la convenzione di negoziazione deve precisare il termine concordato dalle parti per l'espletamento della procedura, in ogni caso non inferiore a un mese (( e non superiore a tre mesi, prorogabile per ulteriori trenta giorni su accordo tra le parti ))e l'oggetto della controversia, che non deve riguardare diritti indisponibili (( o vertere in materia di lavoro )).
La convenzione e' conclusa per un periodo di tempo determinato dalle parti, e deve essere redatta in forma scritta a pena di nullita'. E' altresì necessaria l'assistenza dell'Avvocato il quale/i certifica/no "...l'autografia delle sottoscrizioni apposte alla convenzione sotto la propria responsabilita' professionale."(art.2 comma 6).

Il suo espletamento solo per alcuni casi e' condizione di procedibilita' della domanda giudiziale, risulta invece FACOLTATIVO per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio,di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.
In quest'ultimi casi la negoziazione assistita può essere realizzata anche in presenza di figli minori o di figli maggiorenni, incapaci, portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti.
Secondo quanto dispone l'art.6 del summenzionato decreto "...In mancanza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o
portatori di handicap grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita e' trasmesso al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente il quale, quando non ravvisa irregolarita', comunica agli avvocati il nulla osta per gli adempimenti ai sensi del comma 3. In presenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmesso entro il termine di dieci giorni al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, quando ritiene che l'accordo risponde all'interesse dei figli, lo autorizza. Quando ritiene che l'accordo non risponde all'interesse dei figli, il procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo. All'accordo autorizzato si applica il comma 3. )).".
L'accordo così raggiunto "...a seguito della convenzione produce gli effetti e tiene luogo dei provvedimenti giudiziali che definiscono,nei casi di cui al comma 1, i procedimenti di separazione personale,di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimentodel matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio."°(art.6 comma 3)

Avendo esaminato per linee generali il nuovo istituto della negoziazione assistita, se ne rinvia una oculata trattazione attraverso la lettura dello stesso decreto convertito nella l. n. 162/2014 riportato nel link seguente

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/11/10/14A08730/sg



Avv. Ornella SPACONE

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